La nascita di un bambino è sempre e comunque dono e, come tale, gioia. Quanto accadde a Betlemme rientra pienamente in questa ottica della “normalità”; un neonato adorato dal babbo e dalla mamma. Qui però, dietro questa normalità c'è un mondo nuovo che tacitamente si connatura e decisamente si radica in noi e in mezzo a noi. Questo lieto evento è stato annunciato fin dall'antichità, le Scritture Sacre infatti testimoniano che qualcosa di magnifico Dio stava disponendo per noi. Ma chi poteva immaginare... Nel Natale possiamo comprendere perchè Dio confuse gli uomini di Babele e non permise loro di costruire la torre per raggiungere il Cielo; infatti Egli stesso voleva “scendere” da noi e perciò non c'era bisogno di “salire” a Lui. Nel tempo stabilito e non quando vogliamo noi, Egli venne per raggiungerci e farsi uno di noi. Questa è la notte dell'incontro-scontro tra la mentalità del mondo che vuole salire per raggiungere Dio e la mentalità di Dio, il quale vuole scendere per essere l'Emmanuele cioè il “Dio con noi”. Tra le due ci sarà sempre opposizione, fino a che Babele non sparirà dal cuore dell’uomo e di tutti gli uomini. Solo allora Dio sarà “tutto in tutti” (1Cor 15,28).
P. Giuseppe De Nardi